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Nascita ed evoluzione dell’interprete: spettatore immobile della storia

Mediazione Linguistica
  • 19 Sep 2023

Tesi di: Giulia Iachetta

Alla base del seguente studio e della stesura della presente tesi di laurea vi è l’analisi del ruolo dell’interprete durante gran parte della storia dell’umanità, la nascita di questo lavoro, lo sviluppo, le difficoltà ma soprattutto la capacità di mettere in comunicazione popoli diversi durante i più disparati periodi storici, pacifici o bellici.

Dalle civiltà più antiche a quella moderna e contemporanea, l’interprete segue una propria metamorfosi in relazione alle varietà antropologiche, geografiche e psicologiche, all'interno del contesto linguistico nazionale o internazionale in cui opera. In particolare, si pone l’attenzione sulla nascita dell’interprete di conferenza consecutivo e simultaneo, indissolubilmente legato agli avvenimenti storici che hanno portato alla necessità di un comunicatore esperto.

Inoltre, il presente elaborato, mette in luce una caratteristica che permea tutta la ricerca tanto stupefacente quanto infelice: la memoria, la testimonianza storica costretta al silenzio.

Di fatti, i successivi capitoli mostreranno come gli interpreti hanno sempre testimoniato in silenzio i più iconici e i più significativi avvenimenti storici di ieri e di oggi, mantenendo il massimo rispetto e professionalità secondo un codice deontologico e di condotta, codificato solamente in epoca contemporanea. Dietro ogni fatto storico, ogni trattativa di pace, ogni scambio commerciale, ogni spedizione scientifica e di “civilizzazione”, ogni guerra vinta o persa, ogni tortura e genocidio, ogni conquista, c’è sempre stato un interprete a permettere la più naturale e umana comunicazione, senza mai porsi al centro ma lavorando in anonimo.

L’invisibilità è una caratteristica insita della professione dell’interprete di conferenza che da sempre li ha condannati al silenzio, vittime invisibili delle guerre e – più generalmente – della storia.

Le motivazioni dietro l’approfondimento di un tale tema hanno una duplice natura. Da un lato, l’interesse nei confronti del linguaggio e della comunicazione chiara e il ruolo fondamentale dell’interpretariato nelle trattative commerciali e di pace in un mondo che è sempre stato globalizzato e multilingue.

Dall’altro dare un volto e un nome a chi era “innominato” e invisibile dietro l’ombra di grandi uomini politici.

L’obiettivo di questa tesi di laurea è quello di fornire un’analisi accurata degli avvenimenti storici che hanno acuito la necessità di esperti del linguaggio sempre più specializzati e professionali, fino alla nascita del vero interprete di conferenza dopo le due guerre mondiali.
La tesi è articolata in quattro capitoli: nel primo capitolo viene fornita un’introduzione del fenomeno della mediazione linguistica, attraverso un excursus storico e sociale.

Il secondo capitolo si apre con l’inizio della Grande Guerra e dei primi interpreti che hanno vissuto l’atroce esperienza bellica, visti come nemici e traditori, e tratterà il loro preziosissimo aiuto nella creazione di messaggi in codice, nella crittografia, nelle comunicazioni con il nemico e, infine, durante la Conferenza di Parigi dove nasce l’interpretazione consecutiva. Questo capitolo approfondisce anche la fine dell’egemonia diplomatica della lingua francese e la presa di “potere” dell’inglese.

Il terzo capitolo si concentra sulla nascita della simultanea durante il processo di Norimberga, nonché l’affermarsi della professione di interprete di conferenza; comprende anche le trattative post-guerra e le condizioni estenuanti per primi pionieri fino ad arrivare all’interprete di oggi, alla mancanza di un albo e la nascita delle varie associazioni che tutelano il lavoro degli interpreti ai sensi della Legge n. 4/2013 sulle professioni non riconosciute.

Il quarto capitolo di conclusione contiene una serie di aneddoti in cui un minuscolo errore di traduzione ha evitato o causato catastrofi o ha contribuito alla creazione di dogmi (errati), figure religiose e stereotipi ormai impossibili da estirpare.

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