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La mediazione e il ruolo del mediatore linguistico e culturale nei contesti di accoglienza: dalla teoria alla pratica

Mediazione Linguistica
  • 04 Sep 2023

Tesi di: Chiara Iervolino

L’argomento della tesi consiste nell’approfondimento della mediazione, in particolare della mediazione linguistico-culturale di cui ho intenzione di evidenziare l’importanza, unitamente all’imprescindibilità del ruolo del mediatore in generale e nei contesti di accoglienza. Lo scopo che mi prefiggo è quello di mostrare le peculiarità di questa attività professionale, prendendola in considerazione sia dal punto di vista teorico che da quello pratico. Sotto quest’ultimo profilo ho ritenuto opportuno intervistare Omar, un rifugiato proveniente dal Gambia che attualmente vive a Napoli da ormai nove anni, in modo tale da osservare attraverso i suoi occhi e le sue esperienze l’importanza della figura del mediatore.

Inoltre, anche grazie ad Omar, ho avuto la possibilità di individuare ciò che andrebbe migliorato nel sistema di accoglienza degli immigrati.

Ciò che mi ha indotto a scegliere tale argomento è stata la mia esperienza da volontaria all’interno della Comunità di Sant’Egidio di Napoli, grazie alla quale ho avuto modo di conoscere la realtà migratoria e le complesse problematiche ad essa connesse.

L’elaborato è articolato in tre capitoli, il primo dei quali è dedicato all’immigrazione, all’accoglienza e all’integrazione. In esso ho analizzato le cause dell’emigrazione ed il funzionamento del sistema di accoglienza italiano. Nel suddetto capitolo mi sono proposta di analizzare i diversi fattori per cui gli immigrati fuggono dai Paesi di origine, abbandonandoli, in maniera spesso traumatica e con conseguenze molte volte drammatiche, alla ricerca, nella maggior parte dei casi, di una vita migliore, per poi passare ad illustrare la funzione dei Centri di accoglienza, le problematiche che affrontano gli immigrati nell’apprendimento dell’italiano L2 – che risulta peraltro essenziale per il loro effettivo inserimento nella nuova comunità – e le ulteriori difficoltà che essi incontrano nel processo di integrazione.

Il secondo capitolo è dedicato alla mediazione in generale, sia in Italia che in Europa, e all’importanza del ruolo del mediatore linguistico-culturale, con un breve approfondimento degli ambiti di applicazione della mediazione diversi da quelli che attengono al fenomeno dell’immigrazione. Successivamente ho esaminato le competenze proprie del mediatore, la sua deontologia professionale, concludendo con la specificazione dei diritti di cui egli gode e dei doveri che è tenuto ad osservare, tutti finalizzati a garantire la qualità e l’etica del suo lavoro.

Infine, il terzo capitolo affronta nel dettaglio il tema del ruolo del mediatore linguisticoculturale nei contesti di accoglienza, di cui ho evidenziato un requisito etico fondamentale, quale è l’empatia. Ho affrontato poi il tema dei corridoi umanitari, soffermandomi su un convegno organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio presso l’Università La Sapienza di Roma, a cui ho avuto l’opportunità di assistere. Nello stesso contesto ho parlato anche dell’attività svolta dalla Comunità di Sant’Egidio, passando, poi, all’intervista ad Omar, con la quale mi sono prefissa, come già accennato, di evidenziare le problematiche oggetto di studio, ponendomi nella prospettiva propria di un immigrato e passando così dalla teoria alla pratica.

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