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Alfabetizzazione cibernetica per interpreti e traduttori

Mediazione Linguistica
  • 23 Jan 2023

Tesi di: Vanessa Marino

Alfabetizzazione cibernetica per interpreti e traduttori

I motivi che mi hanno spinto a scrivere questa tesi sono molteplici, ma sicuramente la crisi sanitaria iniziata nel 2020, che ha costretto me come molti altri a lavorare e comunicare online, ha segnato l’inizio di una presa di coscienza. A mano a mano è sorta in me la consapevolezza del fatto che sebbene la dimensione digitale sia una risorsa dal valore inestimabile, bisogna avere la giusta comprensione dei rischi e pericoli in agguato dietro l’angolo, perché anche la criminalità è ormai ben radicata all’interno del cyberspazio. Essa trae vantaggio dalla rapida digitalizzazione per compiere attività malevoli sfruttando soprattutto l’inconsapevolezza dell’utente.

È ormai chiaro quanto sia cresciuta la nostra dipendenza dai dispositivi elettronici connessi ad Internet (IoT) e quanto sia sempre più sfumato il confine tra dimensione digitale e mondo reale.

A questo punto non è più possibile fare a meno di conoscere il mondo virtuale all’interno del quale ci muoviamo, interagiamo e lavoriamo, forniamo e trattiamo dati. I dati personali oggigiorno sono merce preziosa, pertanto dobbiamo sapere come proteggerli per garantire che non finiscano nelle mani sbagliate. Quando, ad esempio, traduco testi contenenti informazioni sensibili o personali, devo essere consapevole dei mezzi che utilizzo: non è possibile prendere uno strumento di traduzione assistita online ed immettere il testo da tradurre; qualsiasi cat tool collegato alla rete, in particolare ad una rete non protetta o non criptata, espone i dati ad un rischio.

A monte delle nostre azioni non può più mancare una base minima di cyber literacy, il rispetto delle regole base di cyber hygiene, sia nel privato che nel lavoro, perché purtroppo si è giunti alla conclusione che il punto debole maggiormente sfruttato dai criminali informatici è il fattore umano. Questo significa che il tasso di cyber ignorance è troppo alto paragonato alla rapidità dell’evoluzione tecnologica e digitale. Non conosciamo abbastanza gli strumenti che usiamo, è come se guidassimo una macchina senza patente.

Secondo il rapporto Clusit 2022 il numero di attacchi informatici dal 2011 ad oggi è costantemente aumentato, intensificandosi particolarmente negli ultimi quattro anni, con un aumento del 10% nel 2021 rispetto all’anno precedente. Gli attacchi a fini di criminalità risultano in testa alla classifica con l’86% e questo dato non comprende solamente gli attacchi ransomware a istituzioni e aziende ma anche quelli sferrati nei confronti di cittadini e persone comuni, ad esempio sfruttando l’onda positiva dell’e-commerce e dei pagamenti online. La criminalità informatica è aumentata del 16,1% rispetto al 2018, l’information warfare dell’11,4% e questo costituisce un pericolo per tutti gli utenti di Internet, in pratica ci riguarda tutti.

Lo spionaggio informatico ha raggiunto un picco nel 2020, probabilmente dovuto al tentativo di accedere a informazioni su vaccini o risultati di ricerche scientifiche legate al Covid-19, come viene confermato dal Center for Strategic and International Studies. Gli attacchi di grave entità tendono a colpire maggiormente i governi, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) e le strutture sanitarie, parliamo dunque di infrastrutture critiche. In termini numerici, il maggior numero di vittime viene generato dai malware, e si riscontra un aumento del 60% nel ricorso a exploit delle vulnerabilità di sistemi e dispositivi, nonché dell’83% negli attacchi web. Come? Anche solo navigando, magari per mezzo di un drive-by-download.

Lo scopo di questa tesi è quindi quello di fornire una panoramica generale della dimensione digitale all’interno della quale ci muoviamo, comprendere la terminologia legata a questo settore, prevalentemente costituita da anglicismi, chiarire concetti e aspetti fondamentali, creando una comprensione tale da permettere a chiunque di orientarsi più facilmente nella giungla informatica, nonché all’interprete di avere una base di conoscenza indispensabile per operare in questo ambito. La terminologia chiave viene messa a disposizione in tedesco e inglese, oltre che in italiano.

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